Schio (Vi) – Firmato accordo migliorativo per drivers Gls

Piena applicazione del CCNL e ticket restaurant le principali conquiste

 

Nella serata di mercoledi 21 dicembre si è conclusa positivamente, con la firma di un accordo migliorativo, la vertenza dei drivers GLS del magazzino di Schio (Vi).
Si è arrivati a questo importante risultato dopo che i lavoratori hanno deciso di unirsi ed organizzarsi per dire basta con forza a un sistema di sfruttamento basato su: inquadramento part-time invece del reale full-time; mancato pagamento di ferie, tredicesima, quattordicesima, malattia; fantasiosi cedolini paga, che in alcuni casi non venivano nemmeno consegnati per mascherare il fatto che la retribuzione ricevuta era in realtà di molto inferiore a quanto riportato nella busta paga stessa.
Nonostante la situazione del magazzino presentasse varie problematicità, la richiesta di un incontro avanzata da ADL Cobas un paio di mesi fa nei confronti di tutte le parti in causa (le ditte individuali dei padroncini, di cui sono formalmente dipendenti i lavoratori, ed il Consorzio CIT, responsabile dell’appalto nel magazzino) veniva respinta, motivo per cui si arrivava a proclamare uno sciopero nella giornata del 23 novembre. Da quella giornata si è ottenuto di far finalmente sedere intorno allo stesso tavolo tutte le parti coinvolte nella vertenza, che si è conclusa ieri con un accordo tra ADL Cobas e il Consorzio Italiana Trasporti – CIT.
L’accordo prevede che i lavoratori iscritti con ADL Cobas verranno assunti in maniera graduale direttamente dal CIT (i primi dal 01/03/2017, gli ultimi dal 01/07/2017), mantenendo però l’anzianità maturata nel cantiere, e quindi anche i relativi scatti d’anzianità, e che saranno tutti inquadrati al loro livello corrispondente, e cioè il 4°.
Sarà garantita loro la corretta applicazione del CCNL Logistica e Trasporto Merci, con il rispetto quindi di tutto quanto è previsto in esso (tabelle retributive corrette; gli istituti contrattuali, e cioè 13ª, 14ª, permessi, ferie, TFR calcolati in forma fissa sulle 168 ore mensili e nella misura del 100%; festività interamente retribuite; garanzia al 100% di carenza ed integrazione malattia ed infortunio).
Oltre a tutto questo vengono inoltre aggiunti alcuni aspetti migliorativi.
Innanzitutto il CIT, in caso di licenziamento, non potrà utilizzare lo squallido regime del “Jobs Act”, e quindi i lavoratori saranno tutelati secondo quanto previsto dalle disposizioni di legge precedenti.
Vengono forfettizzati il lavoro straordinario e la trasferta, all’interno di un nastro orario settimanale, dal lunedi al venerdi, di non oltre 47 ore, con un importo di 5 € netti per ogni giorno lavorato a partire dal 1 gennaio 2017, importo che dal 1 settembre 2017 diventerà di 10 € netti.
Viene inoltre riconosciuto, anche se non previsto dal CCNL, un ticket restaurant di 5,29 € netti per ogni giorno lavorato oltre le 4 ore.
Solo grazie a questi ultimi due punti, stiamo parlando quindi di un aumento della retribuzione di circa 230 € netti per ogni mese, che dal 1 settembre diventerà per loro di circa 340 € netti mensili.
Per i lavoratori, a cui non veniva pienamente applicato il CCNL, il miglioramento sarà ancora più sensibile, se pensiamo infatti che alcuni di questi lavoratori, prima di organizzarsi e rivolgersi ad ADL Cobas, arrivavano a prendere delle retribuzioni misere, di poco superiori ai 1000 €, e senza la corresponsione di alcun istituto contrattuale (ferie, 13ª, 14ª, ecc.).
Inoltre nel caso in cui questi importi dovuti dal 1 gennaio 2017 per lavoro straordinario, trasferta e ticket restaurant non venissero corrisposti dalle ditte in subappalto, verranno pagati dal CIT stesso al momento della prima retribuzione che il Consorzio corrisponderà ai lavoratori una volta che li avrà assunti direttamente.
E’ chiaro che questo importante risultato sia stato ottenuto non perchè sotto Natale siamo tutti più buoni, o perchè nel frattempo il CIT si sia magicamente trasformato in Babbo Natale (anche se entrambi hanno in comune la consegna di pacchi). E’ invece il frutto della determinazione e dell’unità dei lavoratori che, come ogni altra volta in cui vengono ottenuti risultati di questo tipo, si sono organizzati assieme per lottare e ottenere il pieno riconoscimento dei loro diritti e della loro dignità.

 

ADL COBAS

Google+Share