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	<title>CSA Arcadia</title>
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		<title>Scrittori, musicisti, registi, attori, giornalisti, contro Equitalia</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 11:49:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;appello del mondo della cultura napoletano contro Equitalia Appello &#8211; Chiudere Equitalia: andiamo oltre il tabù Scrittori, musicisti, registi, attori, giornalisti, contro Equitalia 16 / 5 / 2012 Il profondo malessere sociale che emerge dai drammi di queste settimane interroga il sentimento civile di tanti.La svolta privatistica nella gestione dei crediti pubblici, che in Italia è rappresentata da “Equitalia” (una spa, seppure a capitale pubblico), rientra in quel grave fenomeno internazionale di privatizzazione dell&#8217;interesse pubblico che pone nelle mani di pochi i destini di milioni di cittadini e riduce la vita a fenomeno di mercato. Il modello Equitalia non è una &#8220;modalità di riscuotere tasse e tributi&#8221;, ma troppo spesso la logica estrema di un profitto aziendale che si nutre delle vicissitudini e delle difficoltà delle persone, delle loro biografie e delle loro inadeguatezze in una fase di recessione.  La nascita di questa società infatti ha obiettivamente introdotto comportamenti particolarmente spregiudicati e giuridicamente aggressivi, che in teoria dovrebbero servire a recuperare l&#8217;evasione fiscale, ma troppo spesso si traducono in dinamiche asfissianti proprio per le fasce più deboli della popolazione. Interessi sul debito che rapidamente decollano verso percentuali impressionanti, pignoramenti e ipoteche anche su beni primari (come la casa di abitazione), cartelle [...]]]></description>
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		<title>Equitalia: note di approfondimento su cos&#8217;è e come agisce l&#8217;agenzia italiana di riscossione dei tributi</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 07:09:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Note di approfondimento su cos&#8217;è e come agisce l&#8217;agenzia italiana di riscossione dei tributi Chiudere Equitalia per fermare lo strozzinaggio. 15 / 5 / 2012 In questi giorni cresce la protesta contro l&#8217;agenzia di riscossione Equitalia, parallelamente all&#8217;escalation di suicidi e gesti di disperazione a cui la stretta coatta del debito privato sta costringendo molti e troppi cittadini e cittadine. La manifestazione di Napoli, caratterizzata da un&#8217;insensata violenza da parte delle forze dell&#8217;ordine, ha dato l&#8217;input alla formulazione dei classici teoremi all&#8217;italiana che, con una grande semplicità, sottendono equivalenze forzate tra conflitto sociale e spettro terrorista. E&#8217; evidente che quello del debito privato sembra essere un nervo scoperto e doloroso per i ceti medio-bassi, ed in generale per le fasce di subalternità che abitano il paese. Un nervo scoperto anche per il governo Monti, che fa la figura del Re nudo proprio sul tema del debito privato. E&#8217; altrettanto evidente che l&#8217;apertura di una fase di auspicabile larga mobilitazione contro questi usurai di stato è piena di contraddizioni, e lascia facilmente spazio a populismi e fraintendimenti. Ci sembra che il punto di vista tuttavia debba restare quello che &#8220;tocca terra&#8221;, quello che sostiene l&#8217;iniquità sociale della riscossione tributaria e che [...]]]></description>
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		<title>Il vuoto del blocco sociale e l&#8217;alternativa che non c&#8217;è  di Antonio Musella</title>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2012 14:26:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Tratto da Micromega Il vuoto del blocco sociale e l&#8217;alternativa che non c&#8217;è di Antonio Musella  10 / 5 / 2012 Le elezioni amministrative ci hanno regalato un quadro politico tutto sommato pronosticabile. Certo la dimensione del boom dei consensi dei grillini ed un Pdl ridotto al di sotto delle due cifre, probabilmente stupiscono su una tendenza che restava prevedibile. Un quadro che da un lato ci conferma un dato, confortato anche dalla dimensione territoriale delle amministrative, quello della volontà dei cittadini di recarsi alle urne e di esercitare il diritto di voto. Come spesso si è sottolineato questo resta un dato ineluttabile. Lo tsunami astensionista non c’è stato, ed il dato del non voto resta sui livelli standard. Il sentimento di rigetto per i partiti decotti e commissariati dalle banche e dalla troika provoca il dilagare dei consensi del M5S. Fiumi di inchiostro in questi giorni si spendono sull’analisi del voto e tutte, da una prospettiva o dall’altra, restano ancorate al dibattito intorno al voto verso il movimento del comico Beppe Grillo. Fiumi di inchiostro utili, in una fase, come quella che viviamo nel paese, dove le analisi non sono mai sufficienti e l’estendersi degli interrogativi giova più delle ricette pronte. Senza dubbio, non si [...]]]></description>
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		<title>Nodalmolin tagliano le reti e entrano nell’area militare del dal molin in risposta a convegno sulla guerra</title>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 10:35:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nodalmolin tagliano le reti e entrano nell’area militare del dal molin in risposta a convegno sulla guerra 12 / 5 / 2012 Vicenza i No dal Molin tagliano la rete della base, entrano nell&#8217;area facendo molte scritte sulle costruzioni e attaccando striscioni. Un&#8217;iniziativa per dire forte e chiaro che Vicenza non accetta la presenza militare e per continuare la mobilitazione contro i danni alla falda acquifera causati dai lavori. Proprio oggi a Vicenza si teneva un convegno dell&#8217;Associazione 11 settembre capitaniata da Ubaldo Alifuoco e Mario Giulianati dal titolo &#8220;Forum sulla Sicurezza Internazionale 2012&#8243; con relatori come il Console degli Stati Uniti e vari generali e comandanti. Dopo l&#8217;azione la rete tagliata è stata portata con un presidio rumoroso proprio sotto il convegno. Continuano così&#8217; le mobilitazioni contro la presenza della base e per riaffermare che Vicenza vuole essere una città libera. Cronaca SMS da Globalproject 11:03 Vicenza: si conclude l&#8217;iniziativa davanti all&#8217;associazione artigiani, grande giornata di mobilitazione con la violazione della base usa per dire che Vicenza rifiuta la guerra 10:59 Vicenza: un presidio rumoroso e colorato sta disturbando il convegno di guerra all&#8217;associazione artigiani 10:52 Vicenza: la rete e&#8217; stata buttata davanti all&#8217; associazione artigiani, un pezzo di rete che dimostra [...]]]></description>
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		<title>Appello: Convegno sulla sicurezza: no alle polemiche strumentali, ragioniamo sul merito</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 07:51:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Si moltiplicano le sottoscrizioni pervenute all’appello pubblicato di seguito, dopo le polemiche strumentali esplose in città per criminalizzare l’indignazione di chi non vuol vedere Vicenza diventare il centro delle strategie di guerra. Per firmare l’appello scrivi a cominicazione@nodalmolin.it. Nel frattempo, l’assemblea di martedì sera ha deciso di convocare una manifestazione rumorosa per sabato mattina con ritrovo alle 9.30. Dettagli e luogo saranno pubblicati a breve, tenetevi aggiornati!!! La polemica esplosa in questi giorni sul convegno organizzato per il prossimo 12 maggio dall’Associazione 11 settembre ci sembra del tutto pretestuosa e volutamente incapace di affrontare i problemi veri che pone un incontro di quel tipo. Risulta evidente che, con la presenza di importanti diplomatici e militari, dal Console degli Stati Uniti al Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Italiano, e come si evince dalle intenzioni dichiarate dagli organizzatori, si mira a insediare nella nostra città una struttura permanente il cui interesse primario è quello di armonizzare gli interessi particolari, non certo della collettività, di chi sulle guerre specula e trae sostanziosi profitti. Il Dal Molin, di cui siamo stati e rimaniamo fieri oppositori, altro non è che uno degli strumenti con cui si costruiscono le economie di guerra. Noi aspiriamo ad un [...]]]></description>
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		<title>La strada per la conversione ecologica del Paese &#8211;  Intervista a Guido Viale</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 15:37:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La strada per la conversione ecologica del Paese Le politiche su energia e mobilità del governo Monti favoriscono i combustibili fossili e non migliorano le condizioni di vita della popolazione. Secondo Guido Viale, economista ed esperto di ecologia, bisogna sostituire l&#8217;obiettivo del profitto, implicito nella green economy, con un modello che metta al centro sostenibilità e benessere. Maurita Cardone 08 maggio 2012 Sono tanti i fronti su cui la politica di Monti delude e la società civile cerca delle alternative. QualEnergia.it ha intervistatol&#8217;economista Guido Viale, per fare il punto sulle scelte dell&#8217;attuale Governo e immaginare un&#8217;altra strategia Viale, come valuta la politica energetica del governo Monti? Mi sembra evidente un netto orientamento verso il sostegno al settore petrolifero e verso la generazione elettrica con la termo-combustione, cercando di ridurre la crescita delle rinnovabili che hanno minacciato la rendita di posizione che i gestori della rete termoelettrica realizzavano grazie al meccanismo dei costi marginali. Gli incentivi del conto energia andavano sicuramente ridotti, ma la cosa doveva essere fatta in maniera scalare e programmata nel tempo. Ora Deutsche Bank prevede che l&#8217;Italia, proprio a causa delle nuove misure adottate, non riuscirà a raggiungere gli obbiettivi del &#8220;20 20 20&#8243; per quello che [...]]]></description>
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		<title>Vicenza- Il dito e la luna</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 15:06:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Vicenza- Il dito e la luna Sabato 12 maggio mobilitazione contro il convegno alla presenza del console USA e capo dello Stato Maggiore dell&#8217;esercito italiano 8 / 5 / 2012 &#160; Non c’è che dire, è scoppiato un bel putiferio dopo che il Presidio No Dal Molin ha sollevato pubblicamente la questione del convegno su guerra e affari organizzato da Alifuoco e Giulianati in città il prossimo 12 maggio. Chiariamo velocemente un aspetto, giusto per sgombrare il campo da inesattezze e illazioni strumentali. Quello che abbiamo fatto è stato sollecitare pubblicamente, rivolgendoci quindi anche, ma non solo, alla Curia vicentina, una riflessione sul senso e sul fine di quel convegno. Riteniamo che le istituzioni ecclesiastiche siano dotate di autorevolezza e autonomia tali da non poterne o doverne condizionare le scelte. Tolta la cortina fumogena delle polemiche strumentali resta il problema vero, ovvero quel meeting sulla “sicurezza” nel mediterraneo, ma anche, o per meglio dire soprattutto, sulle opportunità che la presenza di strutture militari impegnate in diversi fronti di guerra possono garantire ad un tessuto economico che, proprio grazie alla guerra, prospera. Non è un caso che il convegno di Alifuoco e Giulianati concentri la sua attenzione in particolar modo sul [...]]]></description>
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		<title>APPELLO: NO AL RADDOPPIO DEL TERMOVALORIZZATORE</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 15:51:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[APPELLO: NO AL RADDOPPIO DEL TERMOVALORIZZATORE    MASSAFRA (TA) PER UNA SCELTA DI CIVILTA’ Promosso dal Coordinamento per la corretta gestione dei rifiuti Cooperativa Il Filo di Arianna – Associazione Orizzonti Nuovi –Associazione Mediterranea Consumo Per aderire all&#8217;appello vai in fondo alla pagina Leggi le adesioni LA MORTE DEL RICICLO E’ L’INCENERITORE. Se c’è qualcosa che non riusciamo a trasformare, la soluzione non è incenerire, ma rivedere il nostro modo di produrre le merci. (Barry Commoner) NOI SOTTOSCRITTI, LIBERI CITTADINI, ASSOCIAZIONI, MOVIMENTI in riferimento al progetto di costruzione della seconda linea dell’Inceneritore di Massafra presentato dall’Appia Energy, facciamo osservare che: NUMERO DI IMPIANTI In un raggio di territorio di circa 12 Km., tra Massafra e Taranto, ci sono già 4 impianti di incenerimento, tre che bruciano CDR (Taranto, Statte, Massafra) e uno che brucia rifiuti speciali (Taranto-Statte). SALUTE In letteratura scientifica ci sono numerosi studi sui danni ambientali e alla salute derivanti dalla presenza di inceneritori in un territorio. Tali studi riguardano i composti volatili dei fumi (particelle che sfuggono a qualsiasi tipo di filtro, perché prodotte dall’alta temperatura di combustione che combina gli elementi chimici in modo imprevedibile), le ceneri leggere e pesanti classificate come rifiuti tossici e pericolosi, gli [...]]]></description>
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		<title>Apertura nuova Sede ADL Cobas in Arcadia</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 16:49:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Apertura nuova Sede ADL Cobas in Arcadia 4 maggio 2012  ADL-COBAS apre nuova sede  presso CSA Arcadia  a Schio  L’apertura di uno sportello ADL-Cobas presso il C.S.A. Arcadia di Schio, incardinato in un’organizzazione sindacale che vanta, fra sedi già attive ed altre in via d’apertura, una rete capillare che copre oramai tutto il territorio regionale veneto, è figlio della situazione socio-economica particolarmente critica che stiamo attraversando. Esso nasce infatti da una duplice constatazione: l’inadeguatezza a farvi fronte di coloro che storicamente sono deputati a rappresentare i legittimi interessi e le legittime rivendicazioni del mondo del lavoro, e la loro scarsa opposizione rispetto alle “ricette anticrisi” messe in campo dal governo Monti, che, come non bastasse, aggravano ancor di più uno scenario già a tinte fosche. Il nostro progetto consiste cioè nel creare, attraverso l’impegno diretto, dal basso ed in prima persona, una struttura che sia un punto di riferimento sul territorio per tutti i lavoratori (più o meno precari che siano, migranti oppure autoctoni, disoccupati, cassintegrati, o in qualsiasi altra condizione essi si trovino), con l’intento innanzitutto di aiutarli a districarsi nelle loro esigenze quotidiane all’interno della giungla burocratica italiana. &#160; Lo sportello ADL-Cobas di Schio offre infatti vari servizi [...]]]></description>
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		<title>ENEL, un modello energetico dannoso e incurante delle comunità locali</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 13:21:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ENEL, un modello energetico dannoso e incurante delle comunità locali Roma, 30 aprile 2012 Una enorme diga gonfiabile e una folta delegazione di rappresentanti di comunità italiane e straniere impattate dai progetti dell’Enel hanno accolto oggi gli azionisti della compagnia giunti presso la sede di Viale Regina Margherita, a Roma, per il loro incontro annuale. L’assemblea degli azionisti della principale azienda energetica del nostro Paese è inoltre coincisa con il lancio della campagna “Stop Enel, per un nuovo modello energetico”, a cui hanno già aderito oltre sessanta realtà italiane e internazionali. Due rappresentanti delle campagne italiane e internazionali hanno poi preso la parola durante l’assemblea per portare a conoscenza degli azionisti tutti i conflitti socio-ambientali attualmente esistenti al mondo causati da progetti targati Enel, direttamente o tramite le sue controllate. Oggi l’Enel, per il 31 per cento ancora di proprietà statale, è attiva nel settore dell’energia elettrica e del gas in 40 Paesi. Con l’acquisizione della spagnola Endesa nel 2009, ha ereditato diversi impianti e progetti in varie località dell’America Latina. Per esempio in Cile, in Guatemala e in Colombia, Paesi da cui sono arrivati esponenti delle comunità locali per chiedere uno stop alle opere in fase di realizzazione, come le dighe [...]]]></description>
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