Giù la maschera

Fino a qualche mese fa c’era ancora chi credeva che il Movimento 5 Stelle sarebbe stato in grado di stravolgere la politica italiana, costruendo il “governo del cambiamento”.

È evidente che il cambiamento non c’è mai stato e non ci sarà neanche in futuro, ed è ora di svelare cosa si nasconde dietro la maschera del M5S.

Non possiamo più sopportare di essere presi in giro da politici e governanti che per anni si sono presentati come sostenitori delle istanze di lotta dei movimenti per la giustizia ambientale e sociale, ed ora che sono al governo non solo non muovono un dito per fermare lo scempio che si sta perpetuando su più fronti, ma sono loro stessi motore e ingranaggio fondamentale del potere che promettevano di abbattere una volta eletti.

Per anni li abbiamo sentiti indignarsi, sbraitare, invocare la galera.

Oggi, nella posizione di partito di governo, li vediamo operare in netta opposizione ai movimenti, rimangiarsi tutte le promesse fatte in questi ultimi anni di campagne elettorali e ridurre al solo piano della rappresentanza e della delega molte lotte che quotidianamente attraversano il paese.

Vogliamo essere chiari: chi in questo momento è a capo del governo è nostro nemico. Lega e Movimento 5 Stelle vogliono apparire come due fazioni ben distinte tra loro, ma nella realtà sono un’unica anima, corrotta e asservita ai poteri finanziari.

Sono nostri nemici perché promotori del decreto Sicurezza, ora tramutato in legge, che relega e condanna all’invisibilità migliaia di persone, che istituzionalizza nelle forme più subdole il razzismo e criminalizza i movimenti dei lavoratori e di lotta ambientale colpendo le pratiche di resistenza.

Sono nostri nemici perché anziché estendere garanzie e diritti scrivono leggi per eliminarne: che sia la legge “spazzacorrotti” che produrrà la condanna di migliaia di attivisti per reati come ‘manifestazione non autorizzata’; o il ddl Pillon che vorrebbe negare ancora una volta l’autodeterminazione delle donne per difendere la “famiglia tradizionale” e ristabilire ruoli e gerarchie di genere.

Chi si è seduto ai posti di comando ha mostrato la sua vera natura: complice, come i precedenti governanti, delle lobby del cemento e dell’asfalto, delle banche, sempre pronto a guardare verso il basso per cercare “nemici”.

Un movimento che si voleva differenziare dai partiti classici liberandosi dalle forme di rappresentanza, oggi si ritrova completamente svuotato di qualsiasi espressione di democrazia: chino di fronte al fascino del potere e co-protagonista di un governo reazionario, razzista, sessista e fascista.

A questo punto ci sorge spontanea una domanda agli attivisti di base che per anni si sono spesi, anche in buona fede, per il tanto agognato cambiamento: siete convinti che sia questo il cambiamento da auspicare?

In questa incoerenza, sembra di vedere un film già visto con il governo Renzi, quando il PD sbandierava in piazza legalità e difesa dei diritti umani mentre il Ministro Minniti firmava accordi per costruire lager in Libia.

Questo ci rende chiaro che il M5S è nemico dei movimenti, tanto quanto la Lega di Salvini e il Partito Democratico.

A quanto detto fin qui si aggiunga che, dopo il crollo di voti delle elezioni regionali in Abruzzo (dove la Lega si evidenzia come capofila nella maggioranza di governo, mettendo all’angolo il Movimento 5 Stelle), il vertice del movimento sta tentando di recuperare consensi riprendendo l’iniziativa su terreni di lotta che per anni sono stati dei cittadini: TAV e Grandi Navi a Venezia per citare due esempi.

Temi trattati però con ambiguità o con soluzioni che non rispettano le istanze dei cittadini ma perseguono, come nel caso di Venezia, ancora gli interessi dei potentati economici.

È un chiaro e goffo tentativo di rimettersi la maschera.

Ma la maschera, al Movimento 5 Stelle è già stata tolta e il vero volto è stato svelato da tutte le nefandezze di questo governo e dal tradimento delle speranze che gran parte della popolazione, ingenuamente, in esso aveva riposto.

Diciamolo chiaramente: il vero punto in comune tra il M5S e i movimenti era il contrasto alle grandi opere inutili e dannose. Oggi è chiaro a tutti che il M5S sarebbe nella posizione di bloccarle, ma non lo sta facendo.

Il resto delle loro posizioni politiche e sociali ci faceva schifo già da prima che andassero al governo.

Oggi ci pare evidente che non ci saranno “ritorni a casa” da parte di questo movimento, che per anni ha fatto da tappo alla spinta verso la protesta sociale, inibendola quanto più possibile.

Nel decennio scorso un comico di Genova gridava vaffanculo nelle piazze, ora siamo noi a gridare forte e chiaro M5S vaffanculo!