I diritti si conquistano a spinta!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Come dicono in Valle di Susa, i diritti non si chiedono, si conquistano. A spinta. E le immagini della Bologna di giovedi e di ieri ci consegnano l’esplosione nella lotta di un soggetto sociale che dimostra di non voler più accettare alcuna limitazione ai propri diritti. E di volerne conquistare passo passo di nuovi.

E sempre in Val di Susa, come nella Madrid di Puerta del Sol, nella Tunisia della Casbah, nell’Atene di Syntagma vediamo che il primo passo per poter esserci, per poter condurre le proprie battaglie è prendersi uno spazio permanente di liberta, di agibilità, di assemblea permanente! Vogliamo che la nostra zona universitaria diventi questo spazio!

Determinazione. Questo è quello che hanno dimostrato centinaia di studenti e studentesse che hanno animato gli ultimi giorni della zona universitari di questa città.

Amplificazione si, amplificazione no…polemiche inutili e pretestuose! Lo sbarramento alla cilena di poliziotti per impedire che si potesse tenere l’assemblea fissata in piazza Verdi parla chiaro: quello che si vuole impedire è il diritto alla dignità di una generazione stremata dalla precarietà, che vive una condizione insostenibile di ricatto dentro l’università e oltre, nel mondo del lavoro.

Le uniche assemblee per noi illegittime sono quelle di chi governa dall’alto di una legalità sempre più finta. Assemblee di corrotti e criminali, che ci governano a colpi di inciuci e sottomissioni ai poteri forti della finanza! Queste sono le assemblee che dobbiamo combattere, queste le assemblee che scaricano i costi della crisi sulle nostre vite!

Vediamo che a tutti i livelli crolla la fiducia in tutto ciò che non sia percorso di lotta vissuto e costruito da tutti e tutte ogni giorno! Crolla l’affluenza elettorale, crollano i partiti 5 stelle compresi, crolla la capacità di un asse composto da PD-PDL-LEGA-curia di vincere un referendum a Bologna..la tendenza è evidente!

Ma se ad un referendum non si affianca un processo di lotta quotidiana, anche se questo vince si arriva a ben poco (do you remember quello sull’acqua?)..è il momento di non fare un passo indietro, e di conquistarci a spinta i nostri diritti e il nostro futuro!

Abbiamo visto le barricate degli studenti contro chi voleva evitare che si potesse parlare della lotta degna delle lavoratrici della sanità e dei facchini della logistica.

Abbiamo visto la resistenza alle cariche della polizia che i giornali coprono sistematicamente mentre le istituzioni si trincerano a difesa dei loro dispositivi di controllo, mentre la loro legittimità giorno dopo si dissolve sempre di più.

Abbiamo visto la polizia scappare miseramente, insultati da tutta la piazza, per rifugiarsi nelle loro grigie camionette che da anni sono presenza costante e costantemente sgradita all’interno di una piazza che oggi tutte e tutti ci siamo ripresi.

Dobbiamo fare in modo che ciò che è successo in questi giorni sia solo il primo atto. Capire che giorno dopo giorno è possibile replicare quanto successo, facendo di questa zona universitaria una zona finalmente libera e aperta alla libera espressione di tutti noi, senza scorte poliziesche o ridicole limitazioni questurine.

Ma allo stesso dobbiamo continuare a portare avanti processi di lotta sociale. Parlare del fatto che abbiamo un carovita infernale, che abbiamo la mensa più cara d’Italia, che abbiamo un’università che vorrebbe rendere la nostra zona universitaria un supermarket della cultura, un deserto a cielo aperto. E contrastare tutto ciò.

I diritti si guadagnano a spinta!

Fino alla vittoria!!
C.U.A. Bologna