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7/03 LE FESTE ANTONACCI + CALAFATI
Marzo 7 @ 21:00 - 23:59

Sabato 7 marzo dalle 21.00
LE FESTE ANTONACCI + CALAFATI
Tutto è cominciato con una domanda ironica:
“Funzionerebbe questo pezzo a una festa di Biagio Antonacci?”
Da lì, un progetto diventato culto: Le Feste Antonacci, duo elettro-pop nato a Parigi ma cresciuto nel cuore della scena italiana, formato da Giacomo Lecchi d’Alessandro e Leonardo Rizzi.
Autori, produttori e musicisti totali, suonano e registrano ogni singolo suono — dal sax al synth, dal flauto alle percussioni di ogni genere.
Con il nuovo album “UOMINI CANI GABBIANI” (Panico Dischi, 2025), portano dal vivo uno show pieno di energia, ironia e libertà creativa: un mix di pop, elettronica e voglia di giocare con tutto ciò che è musica.
Sarà una bella festa: non dimenticatevi di ballare.
Opening Act: CALAFATI
No place for sexism, racism, homolesbotransfobia
BIO:
Le Feste Antonacci sono Giacomo Lecchi d’Alessandro (Genova, genoano) e Leonardo Rizzi (Ginevra, ex senese, inspiegabilmente sampdoriano).
Si conoscono a un matrimonio finito male — segno del destino — e da lì nasce una collaborazione che diventa presto un culto.
La domanda che dà origine a tutto? “Ma questo pezzo passerebbe a una festa di Biagio Antonacci?”
Così nasce Le Feste Antonacci, duo elettro-pop nato a Parigi e devoto alle 4B (Battisti, Battiato, Beatles e Bach), ma contaminato da prog, jazz, rock e qualsiasi cosa vibri. Autori, produttori e polistrumentisti, curano ogni dettaglio: suonano, registrano e mixano tutto da soli — un vero manifesto do it yourself. Nel tempo “serio” scrivono e producono anche per artisti pop, pubblicità, film e serie per HBO, Netflix, Disney Channel, Cartoon Network, RAI e altri giganti internazionali. Dal 2018 pubblicano una serie di lavori ironici e visionari (Grandi successi, Sigarette, La vita fa schifo, Bassline), fino all’album d’esordio “UOMINI CANI GABBIANI” (Panico Dischi, 2025): un concentrato di groove, ironia e libertà creativa.
CALAFATI – Cantautore che rimbocca le coperte del cantautorato folk
Lo stile mescola influenze folk, pop e quel gusto per le storie altrui, che lo fa sembrare più un confidente con la chitarra che un cantautore.
Le canzoni parlano d’umanità ,pioggia, parcheggi sbagliati e vite sognate, lasciate sotto il cuscino. Attualmente lavora al suo progetto discografico, tra un toast, le sigarette e un litigio con Oliva, il suo cane, che attualmente figura nei crediti come “produttore esecutivo”.