Vicenza- Occupazione della Prefettura; legittimati a farlo

Conferenza stampa in occasione del processo agli attivisti No Dal Molin per l’occupazione della Prefettura e consegna dello striscione con le firme al sindaco

21 / 2 / 2013

 

Sorpresa al processo sull’occupazione della prefettura; ieri mattina c’era un nuovo pubblico ministero che ingaggia subito un corpo a corpo con gli avvocati  e con il primo teste esibito dalla difesa: il prof. Ilvo Diamanti, ricercatore autorevole e giornalista molto conosciuto. Il punto su cui si concentra la sua deposizione è il rapporto fra legittimità e legalità contenuto in ogni atto od azione e che lo connota in senso positivo e negativo. Così la decisione di autorizzare la costruzione di una base militare a ridosso di una città e così devastante come il Dal Molin, non può essere considerato un atto legale se non si appoggia sulla legittimità che solo una condivisione ed un consenso ampio della popolazione interessata può fornire. E questo a Vicenza e a Caldogno non è avvenuto perchè le sue indagini dimostrarono allora quanta parte della popolazione fosse contraria a quella decisione e come lo Stato non avesse attivato alcun procedimento per misurarne il consenso. Ma per il sig PM del processo tutto ciò non è nè pertinente nè congruo all’oggetto, ossia se lui -il prof. Diamanti-avesse preso parte o meno all’occupazione della prefettura (sic).

Poi sono intervenuti gli altri testi ed esperti, sempre sottoposti allo stesso trattamento, che hanno tentato di inquadrare il fatto in un contesto internazionale e geopolitico più vasto perchè quello e solo quello può far capire se l’azione compiuta il 16 gennaio 2008 avesse una sua logica e, appunto legittimità, e non fosse invece il prodotto di una estemporanea e stravagante iniziativa.

Infine la monumentale deposizione di G. Verneau che ha sepolto di dati ed analisi la dannosità di una base i cui costi, altro che benefici, pagano in gran parte i cittadini vicentini e italiani.

A noi l’alluvione a loro la base è stato poi l’epilogo della mattinata; lo striscione con le centinaia di firme raccolte per sollecitare l’amministrazione comunale ad attivare l’osservatorio sui danni provocati dalla base alla città, a 10 mesi dalle promesse fatte dal sindaco Variati, rappresenta la volontà degli imputati al processo e dei nodalmolin vicentini di continuare la battaglia contro la base, perchè i disastri che essa continua a provocare non sono terminati con la sua edificazione.