Venerdì 30 ottobre sarà sciopero generale: lanciato dai sindacati di base e dai lavoratori portuali, permette a ogni lavoratore dipendente, dalla scuola alla fabbrica, di non andare al lavoro, non produrre e non erogare servizi. In pratica, di mettere in pausa il paese per un giorno.
Una crisi senza fine
Da anni viviamo una crisi continua, in costante peggioramento: la guerra si avvicina sempre di più, interi popoli vengono sterminati nell’impunità degli aggressori, i diritti si sgretolano e il pianeta si surriscalda.
Il paese è diventato più povero e più diseguale:
– 5,4 milioni di persone in povertà assoluta nel 2025, dopo il record di 5,7 milioni del 2024 (Istat). Un minore su otto vive in questa condizione.
– Il 5% più ricco delle famiglie detiene metà della ricchezza nazionale (Oxfam).
I salari sono fermi, mentre il carburante è a 2,3 euro al litro, le bollette sono salite del 20-25% nell’ultimo anno e i beni alimentari continuano ad aumentare. Trovare casa in affitto o accedere a un mutuo è sempre più difficile.
Al Sud, da settimane, agricoltori e autotrasportatori protestano perché non riescono più a sostenere i costi di gasolio e prodotti per i trattamenti agricoli. Intanto gli scaffali dei supermercati si svuotano e le pompe di benzina chiudono.
E se il presente è sempre più invivibile, che futuro ci aspetta?
Non è un caso che le proteste di questo autunno siano partite dagli studenti delle superiori. Insieme alle mobilitazioni che attraversano molti paesi, chiedono di essere ascoltati e che si pensi davvero a istruzione, reddito delle famiglie e futuro. Sono stati i primi a dire che, se non prendiamo in mano il presente, ciò che verrà non potrà che peggiorare.
Scioperare venerdì 30 ottobre ci dà la possibilità di bloccare il paese per un giorno, imporre la nostra voce su quella dei potenti e pretendere un futuro degno.
VENERDÌ 30 OTTOBRE · ORE 9:00
SCHIO · PIAZZA ROSSI
Uniamoci al corteo studentesco.
Uniamoci alla mobilitazione internazionale.
Andiamo a bloccare la città
