L’alternanza scuola lavoro è schiavitù

Questo pomeriggio, come studentesse e studenti del Coordinamento Studentesco Altovicentino, ci siamo recati con striscioni e manifesti sotto la sede della Camera di Commercio di Schio, ente che mette a disposizione delle imprese, che vogliono impiegare studenti nell’ambito dell’Alternanza Scuola-Lavoro, il Registro Nazionale che serve per facilitare l’incontro delle due parti (mondo delle imprese e mondo scolastico), e sotto il CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigianato) altro ente che collabora con gli istituti scolastici per progetti di ASL.
L’iniziativa è stata fatta per ribadire, come già avvenuto nella giornata dello sciopero studentesco del 13 Ottobre, e come avverrà anche nelle prossime date di mobilitazione del 17 Novembre (giornata internazionale del diritto allo studio) e del 16 Dicembre (convocazione da parte della Ministra Fedeli degli Stati Generali dell’Alternanza Scuola-Lavoro), che l’ASL, divenuta obbligatoria e requisito indispensabile per poter accedere all’esame di maturità per ogni studente, favorisce solamente le aziende e gli enti che vi partecipano.
Tramite l’Alternanza Scuola-Lavoro, infatti, le imprese possono usufruire di manodopera completamente gratuita, sfruttando ogni studente dei licei per 200 ore l’anno, che diventano addirittura 400 ore per gli istituti tecnici e professionali, educando in tal modo i giovani, fin dalle scuole superiori, ad una completa flessibilità del lavoro, all’accettare di prestare il proprio lavoro gratis, e ad un futuro precario.
Con il progetto “Campioni per l’Alternanza”, il MIUR (Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca) ha fatto un accordo con varie aziende, coinvolgendo anche diverse multinazionali, come Mc Donald’s, Eni, Fca, Intesa San Paolo, le quali offrono moltissimi posti agli studenti per poter svolgere l’ASL, impiegandoli però quasi sempre in attività che non sono per nulla attinenti con il loro ciclo di studi.
Da tutto questo, così come da alcuni esempi choc emersi nella cronaca dei giornali (vedi il caso dello studente messo a spalare letame), risulta ben chiaro come l’Alternanza Scuola Lavoro non sia affatto una “esperienza lavorativa formativa”, come vogliono farci credere, bensì un vero e proprio sfruttamento della componente studentesca della società, che viene impiegata gratuitamente in lavori che altrimenti le aziende avrebbero dovuto far svolgere a dei lavoratori veri e propri, pagando loro in cambio un salario.
Noi studentesse e studenti questo non lo accettiamo: la scuola pubblica non deve e non può essere un luogo in cui le generazioni future vengono educate ad accettare logiche di sfruttamento legalizzato, bensì una istituzione in cui ognuno possa sviluppare un pensiero libero e critico.

Per questo il 17 Novembre saremo nuovamente in piazza per una nuova grande giornata di mobilitazione.

Coordinamento Studentesco Altovicentino

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